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Italia - Umbria - Arnaldo Caprai - Montefalco Rosso 2014


Arnaldo Caprai

Montefalco (PG)


Montefalco Rosso 2014


DOC Montefalco Rosso


13%



Descrizione
Varietà: 70% Sangiovese, 15% Sagrantino, 15% Merlot
Prima annata prodotta: 1975
Tecniche di allevamento: Cordone Speronato 
Densità d'impianto: 5.000-6.000 piante/ettaro
Resa per ettaro 90-100 q.li/ettaro

Maturazione: 12 mesi in legno di rovere di Slavonia e barrique di rovere francese
Affinamento: almeno 4 mesi in bottiglia




Note
Arnaldo Caprai è una cantina che più di ogni altra ha saputo valorizzare il Sagrantino, vitigno autoctono della zona di Montefalco in provincia di Perugia, inoltre sviluppa tutta la sua produzione con regole rispettose dell'ambiente, e sforna prodotti di altissima qualità, principalmente le varie versioni di Sagrantino.

Questo Montefalco Rosso contiene una ridotta percentuale di Sagrantino che contribuisce ad arricchire, con aromi e tannini, la prevalenza del Sangiovese.



Degustazione
Un bel granato vivace e fitto
Naso con prugne secche, marmellate e note di caffè e cacao amaro.

Bocca elegante, decisa ma piacevole, equilibrio netto, finale deciso, si ritrova la prugna secca nel retrogusto.



Il mio parere
In questo vino si sente subito la prevalenza del sangiovese con il suo corpo e il suo equilibrio, arricchito poi dai grandi tannini del sagrantino e ammorbidito infine dal merlot. Un bel equilibrio di uve, rosso molto piacevole su carni arrosto in genere.




Andywine

Italia - Umbria - Montefalco Sagrantino 2001 - Terre de'Trinci (Cantina dell'Alunno)




Avevo in cantina questa bottiglia regalatami un po' di anni fa. Devo dire che non ho molti assaggi di Sagrantino o almeno non recenti, devo averne assaggiati un paio di prodotti diversi anni fa nelle zone di produzione, ma a memoria ho pochi ricordi.

Il sagrantino è un'uva coltivata solo in una ristretta zona dell'Umbria in provincia di Perugia e, nonostante ciò, si riesce a trovarne in giro per l'Italia nelle enoteche fornite.

Non sono moltissimi anni che il sagrantino viene vinificato in versione secca, a quanto pare dal 1972, prima veniva esclusivamente vinificato in versione appassita ottenendo un vino strutturato, abboccato e ricco di tannini e struttura adatto ad un lungo invecchiamento.

Per quanto riguarda la cantina produttrice, si tratta di Terre de' Trinci, e non sono riuscito a capire l'indicazione “Cantina dell'Alunno” se era una precedente denominazione della cantina o solo un nome indicativo in etichetta.

La degustazione, fatta in una serata con amici davanti al camino, è stata interessante. Ovviamente servito con bottiglia coperta per non influenzare i giudizi, io purtroppo ne ero pienamente a conoscenza e quindi inconsciamente influenzato, ho cercato quindi di essere obiettivo al massimo.

Apro la bottiglia un po' prima dell'arrivo degli ospiti, tanto per iniziare a farlo riprendere, il resto avverrà nei calici. Un primo intoppo nella stappatura il tappo si spezza in due, ma non si frammenta e quindi riesco lentamente a riagganciare la parte rimasta e lo stappo senza particolari problemi.

Partendo dal colore l'abbiamo trovato decisamente profondo o comunque bello carico, non particolarmente granato ma solo qualche sfumatura. I profumi non erano particolarmente intensi, anche se si sono aperti un pochino col passare del tempo; mi sarei aspettato qualcosa di più. Naso con una discreta varietà di frutti di bosco e marmellate varie. In bocca invece il discorso era un po' diverso, tannini molto presenti, buona acidità, struttura molto decisa: mi aspettavo una bella cascata di tannini e devo dire che l'ho proprio trovata anche se ben levigata e non fastidiosa. Deglutendo il vino ho notato molto la liquirizia e qualche spezia che al naso proprio non si notava. Devo dire che nonostante avesse da poco superato i 13 anni, non li dimostrava affatto e poteva andare avanti ancora un po'.

La bottiglia l'ho terminata il giorno successivo, infatti quando mi capita lo faccio volentieri: è un ottimo esercizio per scoprire altro o confermare le prime impressioni. Devo dire che i giudizi del “giorno dopo” non sono molto cambiati rispetto alla prima degustazione e i profumi sono sempre rimasti discreti.

Le cose che più mi hanno colpito di questo vino sono stati il suo buon equilibrio complessivo e la sua esuberanza nonostante i 13 anni.
AndyWine