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Italia - Piemonte - Cascina Garitina - Barbera d'Asti Superiore 2008 (Bricco Garitta)

Cascina Garitina     


Castel Boglione (AT)


Bricco Garitta 2008


DOCG Barbera d'Asti Superiore


14%






Tra le varie bottiglie che conservo in cantina, ce ne sono alcune che sono dei vecchi avanzi di cantina che alcuni amici mi regalano per verificare se sono ancora buone.



Di queste alcune mi sembrano interessanti anche se l'età è elevata, altre un po' meno interessanti ma a volte belle solo esteticamente.

Ieri mi sono messo a controllarne alcune con l'idea di iniziare a fare qualche assaggio, senza pretesa. 

Mi sono allora imbattuto in una Barbera d'Asti non molto vecchia, di 15 anni, quindi del 2008, ma che poteva essere interessante.

La bottiglia era in buono stato, da quando me l'hanno consegnata l'ho sempre tenuta coricata, prima non saprei; il vetro era un po' impolverato, per cui l'ho ripulito un po'.



DEGUSTAZIONE

Sono quindi passato all'apertura: il tappo era in buono stato e, dopo averlo estratto, l'aspetto pressoché perfetto del monoblocco in sughero mi ha dato qualche speranza.



Al naso il tappo non presentava difetti, per cui l'ho versarlo nel calice.

Il colore era intenso, di un bel granato con sfumature aranciate, sinonimo di una "certa età". Limpidezza nella norma, non c'erano difetti, il vino era bello "pulito" visivamente.



Esaminandolo olfattivamente non ho percepito sentori sgradevoli, anzi, iniziava ad evidenziarsi della frutta esiccata o macerata sotto spirito, un po' di prugne secche e ciliegie macerate.

Pian piano si apriva con sentori speziati non particolarmente evidenti, con della noce moscata e pepe; qualche sfumatura anche di frutta secca, noci in primis.



Sono quindi passato all'assaggio: il primo impatto è stato piacevole, rotondità e morbidezza, poi un'acidità ancora ben presente, i tannini ben vellutati e un bel caldo dovuto ai 14 gradi. 

Un discreto finale in bocca, non molto lungo ma gradevole.

L'ho richiuso con il tappo a valvola, a cui ho tolto l'aria con l'apposita pompetta, per poter fare poi la prova del "giorno dopo".

Il giorno successivo era ancora in buone condizioni, al naso si notava qualche leggero sentore di acidità acetica. Il gusto era solo leggermente cambiato con un vago pizzicore dovuto all'acetica.


DOPO QUALCHE GIORNO

Nei giorni successivi ho notato un deciso peggioramento delle condizioni: aumento dell'acido acetico, ossidazione e conseguente perdita di struttura.

Quindi ho deciso di versare il rimanete terzo di bottiglia nel lavandino, l'ultima parte era piuttosto scura e densa, segno che molte delle sostanze del vino erano "precipitate" sul fondo.


CONCLUSIONE

Non so come sia stato conservato il vino dal giorno della sua immissione in commercio al momento in cui l'ho acquisito, ma posso dedurre che le potenzialità di tenuta nel tempo siano state ottime.

Purtroppo ho notato negli assaggi fatti i giorni successivi di un aumento della presenza dell'acido acetico e una sempre più intensa pungenza sia al naso che in bocca. Inoltre ho notato anche un decisa perdita di struttura e quindi di equilibrio a causa dell'ossidazione.

Ovviamente l'ultima parte l'ho buttata e ho avuto modo di notare che nel fondo il vino aveva un colore più scuro e una densità più marcata, dovuta sicuramente alla precipitazione di sostanze come tannini e polifenoli.


Devo dire che ogni tanto è istruttivo anche degustare vini di una certa età, nei quali si possono trovare a volte anche qualche particolarità interessante, inoltre aiutano a capire meglio l'evoluzione di un vino e a valutare meglio pregi e difetti.



Produttore - Cascina Garitina

Situato a Castel Boglione a sud-est di Asti, poco distante da Nizza Monferrato, in una zona di elezione della produzione di Barbera.

Piccola realtà a conduzione familiare, presente già dai primi del novecento, con terreni vitati di poco più di 20 ettari, quasi esclusivamente dedicati al vitigno principe del Monferrato, la barbera.

Il controllo della produzione viene interamente curato all'interno dell'azienda, la grande cura e meticolosità, oltre all'esperienza e ricerca, danno origine a vini di grande qualità.

Troviamo anche piccoli appezzamenti di Dolcetto, Pinot Nero, Merlot, Cabernet Sauvignon e Brachetto d'Acqui, che completano la gamma dei vini aziendali, sia in purezza che in blend.




Andywine


Italia - Piemonte - Cantine Garrone - Tarlàp 2013

Cantine Garrone

Domodossola (VB)

Tarlàp 2012

DOC Valli Ossolane Rosso

Merlot 100%

13%

IL VINO
Rosso di montagna, proviene dal nord del Piemonte, dalle valli ossolane nei pressi di Domodossola. Fatto con 100% di merlot, le uve sono coltivate in gran parte nella frazione di Calice di Domodossola, dove sorge l’oratorio della Madonna del Tarlàp, che nel dialetto locale significa “un goccio” ed è lei a proteggere i vigneti da ogni sciagura. 
Prodotto ottenuto con uve macerate almeno 7 giorni, poi trasferito in botti di legno per 6 mesi a partire dalla primavera successiva alla vendemmia, ulteriore affinamento in bottiglia per altri 6 mesi.


DEGUSTAZIONE
Essendo del 2012, la sua età è di circa 7 anni al momento della stappatura.
Colore granato abbastanza intenso, naso lieve e delicato che ha bisogno di un po' per esprimersi, si notano subito profumi di frutti rosso molto maturi, spezie e legno che pian piano emergono assieme ad una leggera nota ossidativa. In bocca è ben presente l'acidità, anche se non invasiva, lieve vena morbida...


IL MIO PARERE
Forse un vino che ha già intrapreso la sua decadenza, anche se ancora discreto, consiglierei di berlo entro i primi 4-5 anni per gustare a pieno le sue caratteristiche. Da abbinare ai classici salumi e formaggi ossolani.


Degustato il 14/03/2020

AndyWine

Italia - Piemonte - Braida - La Monella 2013


Braida

Rocchetta Tanaro (AT)

La Monella 2013

DOC Barbera del Monferrato

Barbera 100%

13,5%



IL VINO
Barbera 100% frizzante, prodotto con uve da piante giovani provenienti da diversi vigneti, 10 giorni di macerazione, poi successiva maturazione di 4 mesi in acciaio, in autoclave si procede alla presa di spuma per renderla frizzante.

DEGUSTAZIONE
Questo vino dovrebbe essere degustato giovane, come le viti da cui deriva, ma questo vino di 7 anni è risultato una vera sorpresa, un po' diverso da come sarebbe stato assaggiandolo dopo uno o due anni, ma comunque ancora piacevole.
Colore intenso con venature granate. Frizzante con leggera schiuma rosa, naso intenso con note di ciliegie mature e marmellata di frutti di bosco, in bocca effervescenza tenue che accarezza le papille, giusta acidità e moderati tannini, interessanti alcool e sapidità che si armonizzano con una buona permanenza.

IL MIO PARERE
Non mi aspettavo così tanto da una barbera frizzante con quasi 7 anni di vita.


Degustato il 13/03/2020

AndyWine

Italia - Piemonte - Oreste Margaroli (Vinicola Garrone) - Baloss 2010


Oreste Margaroli
(imb. Vinicola Garrone)

Domodossola (VB)


Baloss 2010


VDT  (Ossola)

12,5%

(degustato Gennaio 2019)


Il vino
Questo vino non ha una specifica denominazione, si tratta di un vino proveniente dal vigneto denominato Baloss nel comune di Trontano in val d'Ossola nella provincia Verbano-Cusio-Ossola, si trovano poche informazioni a riguardo, se non che il produttore è Oreste Margaroli che fa imbottigliare il suo vino dalla Casa Vinicola Garrone di Domodossola.
L'uva utilizzata è pinot nero, si presume in purezza, l'annata stimata è quella del 2010 in base all'epoca di acquisto del vino, a quanto mi risulta è un vino che non fa particolari maturazioni.

 


Degustazione
Il colore è abbastanza chiaro con una prevalenza di granato e sfumature aranciate, al naso è delicato si notano dei profumi di fiori secchi, col tempo si evidenzia abbastanza netto il sentore di violetta. In bocca ha una decisa acidità, tannini molto levigati, una fine morbidezza e complessivamente una discreta eleganza.


Il mio parere
Un vino che non mi sarei aspettato ancora in forma, pur non avendo una gran struttura si è difeso bene contro il tempo e ha mantenuto buone caratteristiche olfattive e gustative.


AndyWine

Italia - Piemonte - Abbazia di San Gaudenzio - Dolcetto d'Alba 2015




Abbazia di San Gaudenzio

Santo Stefano Belbo (CN)


Dolcetto d'Alba 2015


DOC Dolcetto d'Alba



13%







Descrizione
Densità d'impianto: 3500 ceppi/ettaro circa
Resa: 90 q.li/ettaro circa
Maturazione: acciaio
Affinamento: bottiglia

Alcool: 13%


Note
Il nome dolcetto non deriva certo dal fatto che questo vino abbia una certa dolcezza ma, molto probabilmente, dipende dalla grande dolcezza degli acini d'uva che contengono una minor presenza di acidi rispetto ad altre uve. Altra teoria sul suo nome deriva dal fatto che abbia preso il nome dal temine piemontese "dossett", ovvero collina, dove viene coltivato prevalentemente.

Si tratta comunque di un uva carica di tannini e con una ridotta quantità di acidi, per cui produrne il vino richiede una certa attenzione. Essendo di maturazione precoce, il dolcetto riesce a condividere bene il territorio delle Langhe con il nebbiolo, che invece ha una maturazione decisamente tardiva, questo consente ai produttori di quelle zone di gestire al meglio i tempi per entrambe le produzioni.




Degustazione
Intenso rubino fitto.
Naso con frutta matura, ciliegie e frutti di bosco anche in marmellata. intensità media.

In bocca grande tannino ben arrotondato, si sente una leggera nota amara che ne rivela la presenza, una vena morbida in sottofondo armonizza e rende piacevole il vino. Buona la persistenza.



Il mio parere
Un buon vino, piacevole, bevibile e non impegnativo, lascia un bel ricordo. Direi che si può abbinare bene a alle carni grigliate.


AndyWine

Italia - Piemonte - Poderi Luigi Einaudi - Dogliani 2015



Poderi Luigi Einaudi

Dogliani (CN)


Dogliani 2015

DOCG Dogliani

14%







Descrizione
Varietà: Dolcetto
Densità: 4500 viti/Ha
Sistema di allevamento: Guyot
Fermentazione: in acciaio
Maturazione: 8 mesi in acciaio
Affinamento: 2 mesi in bottiglia

Note
Dolcetto un vitigno tipico del basso Piemonte coltivato anche in una limitata zona ligure, con un nome che non deriva dalla docezza del vino ma dalla scarsa acidità dell'uva che la rende più dolce di altri vitigni della zona come la Barbera
Il vitigno non è sempre così facile da vinificare, ha una tannicità elevata, ancora più del sui vicino di casa Nebbiolo, e quindi esuberante nei polifenoli che vanno opportunamente trattati.
Normalmente i vini a base di Dolcetto sono di scarsa acidità con una buona tannicità e discreta morbidezza anche senza invecchiamento.



Degustazione
Colore rubino tendente al granato
profumi fruttati con sfumature di liquirizia e marmellate di frutti di bosco, buona persistenza, in bocca impatto tannico deciso ma comunque un buon equilibrio tra l'alcolicità e la lieve acidità, ritorna l'amaro della liquirizia e una leggera nota di tabacco.




Il mio parere
Questo Dogliani è un vino deciso ma di grande bevibilità, un dolcetto non comune, nei suoi 3 anni di età ha avuto modo di equilibrarsi al meglio.


AndyWine

Italia - Piemonte - Il Chiosso - Vespolina 2011



Il Chiosso

Gattinara (VC)


Vespolina 2011

DOC


13,5%



 


La vespolina è un'uva da sempre usata come migliorativo per altri vini, infatti apporta alcolicità, colore e profumi, in particolare quelli speziati. E' coltivata sia nel nord del Piemonte, e precisamente nelle provincie di Novara, Vercelli e Biella, sia in Lombardia nell'oltrepò pavese.
La bottiglia l'ho stappata poco prima della degustazione, versato il vino nel calice, il suo colore è subito risultato compatto con sfumature dal rubino al granato, buona limpidezza e discreta la sua consistenza.


I profumi sono interessanti, inizialmente chiusi con sentori di fiori, poi si apre lentamente sulla frutta cotta, frutti di bosco maturi; infine rilascia al naso una piacevole speziatura dolce, con cannella e noce moscata. Col passare del tempo i profumi si evolvono decisamente, facendo percepire un bouquet decisamente completo. 

All'assaggio si nota una decisa acidità ma anche una bella vena morbida e calda, tannini decisi e arrotondati, persistenza in bocca molto piacevole, retrogusto decisamente speziato.
Devo concludere che la vespolina in purezza risulta decisamente piacevole, sia per i profumi che per una discreta eleganza in bocca. Sembra comunque consigliabile degustare questo vino non troppo giovane, ha bisogno di un po' di riposo per migliorare le sue durezze esuberanti. 

AndyWine 

Italia - Piemonte - Marco Capra - Nebbiolo d'Alba 2012



Marco Capra

Santo Stefano Belbo (Cn)


Nebbiolo d'Alba 2012
DOC


14% 





Il nebbiolo d'Alba, un classico piemontese, prodotto con l'uva più nobile della regione, dalla quale si ricavano grandi rossi come Barolo, Barbaresco, Roero, Ghemme, Gattinara. La versione degustata nasce in uno dei territori più pregiati per la produzione di nebbiolo: le Langhe. Il suo nome si presume derivi dalla parola "nebbia", sia per l'abbondante pruine che ricopre gli acini e che fa ricordare la nebbia, sia per la sua tardiva maturazione che spesso avviene quando si formano le prime nebbie autunnali.

Stappato poco prima della degustazione, il vino appare nel calice con un bel colore rubino-granato, abbastanza profondo e pulito. Al naso si notano i tipici sentori di frutta, prugna e more, ma anche di fiori secchi, rose e viole. Con il tempo nel calice si sviluppano ed evolvono profumi sempre più complessi: sottobosco e funghi, poi prugne cotte e marmellata di frutti di bosco.
In bocca la tipica tannicità del nebbiolo risulta abbastanza arrotondata, l'acidità è ben presente, discreta e fine morbidezza; l'equilibrio complessivo risulta più che discreto, il finale ha una piacevole persistenza.



Questo nebbiolo mi ha stupito per la sua tipicità e franchezza. Subito i suoi sentori mi hanno portato alla mente le prime sensazioni che si notano degustando un Barolo o Barbaresco.
Lo vedo bene accompagnare brasati e stufati in genere.

AndyWine 

Italia - Piemonte - Amelio Livio - Ruchè 2014


 
Amelio Livio
Grana (AT)

Ruchè di 
Castagnole Monferrato

DOCG

14%



Il Ruchè è un interessante autoctono piemontese prodotto in una limitata zona della provincia di Asti; tra i vari comuni dove viene prodotto c’è Portacomaro, terra d’origine della famiglia Bergoglio (papa Francesco).
E’ un vino dalla buona carica aromatica che comunque non ha una colorazione intensa, generalmente non è molto adatto all’invecchiamento. 

Ho stappato la bottiglia non molto tempo prima della degustazione, mi piace sentire il vino aprirsi piano piano nel calice.


Inizialmente denota un bel colore rubino con una sfumatura tendente al granato, è abbastanza trasparente e si nota una certa consistenza negli archetti formatisi sul calice. 
Al naso appare inizialmente sfumato con leggeri sentori di fiori appassiti; dopo alcuni minuti emergono profumi più distinti, frutti di bosco e sottobosco con un po’ di speziatura leggera, con liquirizia e anice.
Al primo assaggio la sensazione gustativa denota una decisa acidità, una fine morbidezza e una delicata alcolicità. Dopo altri assaggi si nota meglio la presenza dei 14 gradi alcolici, che viene comunque bilanciata da una più che discreta struttura.


Fondamentalmente è piacevole e abbastanza equlibrato nelle sensazioni. Apprezzabile il retrogusto finale che riporta la fruttosità percepita al naso; persistenza buona.

L’abbinabilità di questo vino prevede una vasta gamma di piatti, dagli antipasti di salumi, ai primi in genere, apprezzabile a tutto pasto e in particolare con formaggi mediamente saporiti.





Il ruchè di Amelio Livio risulta complessivamente un buon prodotto; il vigneto, su un versante collinare, è ben esposto e formato prevalentemente da argilla. 
La vinificazione prevede solo acciaio, con fermentazione malolattica e successiva stabilizzazione per renderlo particolarmente piacevole.
 

Andywine

Italia - Piemonte - Barbera d'Alba 2004 - Cappellano


Raccontando la mia degustazione:


Mi aspettavo qualcosa di diverso da questa barbera d’alba, ma quando un ospite a cui l’ho fatta assaggiare  “coperta” l’ha giudicata “vino troppo vecchio”, mi sono posto un po’ di domande, valutare un vino al di là del nome, dell’età, del grado alcolico. Riassaggio e cerco di trovare qualche difetto, forse c’è davvero, ma non trovo molto che possa far definire questo vino “vecchio”, anzi, devo dire che la presente acidità, il colore granato e vivace, gli aromi di grande frutta, spezie e tanto altro che con il tempo si evolvono continuamente, dicono che è un vino ancora nel pieno delle forze nonostante i 10 anni trascorsi. Sono convinto anche che al primo assaggio non gli abbia dato il tempo di “aprirsi” a sufficienza, ma questo mi ha dato modo di sentirlo evolversi, muoversi e riprendere vita, come in una danza. Sinceramente sono un po’ contrario ad aprire ore e ore prima un vino invecchiato prima di degustarlo, idem per una decantazione che secondo me disperde un po’ di corredo olfattivo, mi piace di più sentire nel calice l'aprirsi e stiracchiarsi di un vino dopo il lungo riposo, fino a raggiungere così la sua mobilità ottimale.

Terminata la prima degustazione lo tappo togliendone l’aria, quindi nei giorni successivi ho modo di riassaggiarlo: sempre eccellente, quasi un giovanotto, ma con un buon fisico maturo.
Guardando poi la scheda del produttore mi accorgo con sorpresa che le vigne da cui si produce sono dichiarate di 60 anni, notevole, che non vengono utilizzati lieviti selezionati ma solo autoctoni, che la resa per ettaro è alquanto bassa, 50 q.li, che l’uso di solforosa è bassissimo, 30/40 mg/l, e che non subisce filtrazioni, infatti l’ultimo bicchiere l’ho riempito lentamente per via di un leggero residuo finale. A completare il tutto si può dire che il fattore “uomo” ha fatto il testo, che in questo caso è una sicura garanzia, un grazie a Teobaldo ed  Augusto.

Come vino mi ha pienamente soddisfatto, una barbera un po’ diversa, forse originale,  ma con quella sua caratteristica di fondo che la rende inconfondibile. L’abbinerei a piatti di carne in umido, stufati o spezzatini, ma anche per un pasto completo.

Il pensiero di Teobaldo sull'etichetta