Italia - Friuli Venezia Giulia - Villa Vasi - Autoktona 2022

 

VILLA VASI


San Mauro di Gorizia (Go)


Autoktona 2022


IGT Venezia Giulia Bianco


13 %


Friulano (50%)
Malvasia Istriana (30%)
Ribolla Gialla (20%)














IL PRODUTTORE
Villa Vasi è una realtà giovane ma profondamente radicata nel cuore del Collio goriziano, a San Mauro, in un territorio storico posto ai piedi del Monte Sabotino. 
L'azienda, condotta con passione dalla famiglia Pelizzon, si distingue per la filosofia incentrata sul rispetto del terroir e sulla ricerca di vini puliti, diretti e autentici. 
I vigneti poggiano sulla celebre "ponca" (marne e arenarie), che conferisce ai vini bianchi Collio una distintiva mineralità e sapidità.

IL VINO
Le uve di Friulano, Malvasia e Ribolla Gialla vengono contemporaneamente raccolte e spremute separatamente. La lavorazione prosegue, sempre separatamente, con una macerazione di 2 giorni e con la successiva fermentazione a 15°.
L'affinamento avviene in acciaio per il 60-70 % e per il resto in barriques, la durata dell'affinamento è di 7 mesi. Al termine si procede all'assemblaggio e all'imbottigliamento.



DEGUSTAZIONE
Il colore giallo paglierino intenso invita all'assaggio. Al naso infatti risulta abbastanza complesso, fiori bianchi e frutta bianca fresca con leggere note di frutta secca in sottofondo. Il finale risulta molto persistente e gradevolmente ammandorlato.



IL MIO PARERE
Interessante il suo ventaglio di profumi, risulta estremamente piacevole in bocca con una struttura equilibrata, il finale è lungo e appagante. Ottimo da aperitivo ma rivela tutta la sua stoffa nell'abbinamento con la cucina di pesce, specialmente con preparazioni ricche e importanti che richiedono un vino di carattere.



(degustato: Ottobre 2025)


AndyWine




Italia - Valle d'Aosta - Les Cretes - Mon Blanc 2023

 


Les Cretes

Soc.Agr.di Charrère & C


Aymavilles (AO)


Mon Blanc 2023


VDT Vino Bianco


12,5 %









IL PRODUTTORE
Les Crêtes è un'azienda Valdostana di lunga tradizione, la famiglia Charrère, attiva dal 1750, si distingue per la cura estrema dei vigneti, coltivati su terreni morenici e sassosi a oltre 600 metri di altitudine.
La sua filosofia produttiva unisce tradizione e innovazione, esaltando i valori del terroir alpino in vini che bilanciano freschezza, sapidità e struttura. 
Les Crêtes inoltre valorizza sia i grandi vitigni autoctoni, come la Petite Arvine e il Fumin, che le varietà internazionali che qui trovano un'espressione unica, come lo Chardonnay e il Pinot Nero, posizionandosi costantemente ai vertici delle guide di settore.

IL VINO
Da vigneti posti ad altezze tra i 500 e i 700 metri, con terreni in pendenza prevalente morenici e granitici, si ottiene questo vino composto da vitigni a bacca bianca sia internazionali che autoctoni (si presume Chardonay, Petit Arvine e Prié Blanc).
Pressatura delle uve a bassa temperatura con grappoli interi, successiva fermentazione in acciaio a 14° per circa 12 giorni.
Successivamente viene affinato sui lieviti per 3 mesi.



DEGUSTAZIONE
Un bel paglierino non molto intenso con qualche venatura verdolin denotava una certo freschezza di profumi. Al naso infatti risaltano note floreali accompagnate da frutta fresca, un po' di mela e un leggero sentore di banana. Al gusto ho notato l'acidità decisa ma ben bilanciata da alcool e note morbide, finale con una discreta persistenza e leggera sapidità.



IL MIO PARERE
Vino accattivante e di facile bevibilità, mi è piaciuto li suo gradevole profilo aromatico. Prevale la freschezza (acidità), accompagnata da una leggera sapidità e un corpo snello. Ritengo che sia particolarmente versatile come aperitivo o abbinato ad antipasti leggeri.



(degustato: Ottobre 2025)

AndyWine

Italia - Campania - Cantine degli Astroni - Lacryma Christi "Cratere Bianco" 2023


Cantine degli Astroni

 

Napoli



Lacryma Christi - Cratere Bianco 2023


DOP Vesuvio


12,5 %






IL PRODUTTORE
Cantina degli Astroni è una interessante realtà vitivinicola della Campania, situata a pochi passi dalla caldera vulcanica dei Campi Flegrei, a Napoli. 
La sua produzione è quindi legata ai terreni vulcanici sabbiosi che circondano l'omonima Riserva Naturale, ricchi di mineralità e capaci di conferire ai vini grandi doti di sapidità e longevità. 
La cantina è orientata all'uso di vitigni autoctoni locali, in particolare i famosi Falanghina e Piedirosso, che esprimono un carattere autentico e territoriale della zona, e questo è il risultato di una tradizione che la famiglia Varchetta porta avanti da generazioni.

IL VINO
Coltivate su terreni sabbiosi, le uve falanghina e caprettore che compongono questo vino hanno una resa di 70-80 quintali per ettaro. Effettuata inizialmente una breve macerazione a bassa temperatura, le uve vengono fermentate in acciaio per due settimane, successivamente si procede alla maturazione acciaio di 3-4 mesi sui lieviti, ed infine imbottigliato e affinato.


DEGUSTAZIONE
Colore intenso, quasi dorato. profumi abbastanza intensi tendenzialmente vegetali e floreali. gusto citrino e con una discreta struttura, ottima salinità.
Un bell'impatto visivo con quel giallo quasi dorato, presagiva un prodotto ricco, al naso, inizialmente chiuso perché ancora freddo, si notano alcune note floreali che virano sull'erbaceo e con qualche sentore minerale sul finale.
In bocca era decisamente citrino il primo impatto, scorreva bene e si notava sul finale una piacevole nota salina.


Mio parere
Un vino che non ti aspetti, un colore intenso e una ricca sapidità in bocca davvero interessanti, direi un bel bianco da abbinare a piatti di pesce in generale.


(degustato: Ottobre 2025)


AndyWine


Italia - Piemonte - Cascina Garitina - Barbera d'Asti Superiore 2008 (Bricco Garitta)

Cascina Garitina     


Castel Boglione (AT)


Bricco Garitta 2008


DOCG Barbera d'Asti Superiore


14%






Tra le varie bottiglie che conservo in cantina, ce ne sono alcune che sono dei vecchi avanzi di cantina che alcuni amici mi regalano per verificare se sono ancora buone.



Di queste alcune mi sembrano interessanti anche se l'età è elevata, altre un po' meno interessanti ma a volte belle solo esteticamente.

Ieri mi sono messo a controllarne alcune con l'idea di iniziare a fare qualche assaggio, senza pretesa. 

Mi sono allora imbattuto in una Barbera d'Asti non molto vecchia, di 15 anni, quindi del 2008, ma che poteva essere interessante.

La bottiglia era in buono stato, da quando me l'hanno consegnata l'ho sempre tenuta coricata, prima non saprei; il vetro era un po' impolverato, per cui l'ho ripulito un po'.



DEGUSTAZIONE

Sono quindi passato all'apertura: il tappo era in buono stato e, dopo averlo estratto, l'aspetto pressoché perfetto del monoblocco in sughero mi ha dato qualche speranza.



Al naso il tappo non presentava difetti, per cui l'ho versarlo nel calice.

Il colore era intenso, di un bel granato con sfumature aranciate, sinonimo di una "certa età". Limpidezza nella norma, non c'erano difetti, il vino era bello "pulito" visivamente.



Esaminandolo olfattivamente non ho percepito sentori sgradevoli, anzi, iniziava ad evidenziarsi della frutta esiccata o macerata sotto spirito, un po' di prugne secche e ciliegie macerate.

Pian piano si apriva con sentori speziati non particolarmente evidenti, con della noce moscata e pepe; qualche sfumatura anche di frutta secca, noci in primis.



Sono quindi passato all'assaggio: il primo impatto è stato piacevole, rotondità e morbidezza, poi un'acidità ancora ben presente, i tannini ben vellutati e un bel caldo dovuto ai 14 gradi. 

Un discreto finale in bocca, non molto lungo ma gradevole.

L'ho richiuso con il tappo a valvola, a cui ho tolto l'aria con l'apposita pompetta, per poter fare poi la prova del "giorno dopo".

Il giorno successivo era ancora in buone condizioni, al naso si notava qualche leggero sentore di acidità acetica. Il gusto era solo leggermente cambiato con un vago pizzicore dovuto all'acetica.


DOPO QUALCHE GIORNO

Nei giorni successivi ho notato un deciso peggioramento delle condizioni: aumento dell'acido acetico, ossidazione e conseguente perdita di struttura.

Quindi ho deciso di versare il rimanete terzo di bottiglia nel lavandino, l'ultima parte era piuttosto scura e densa, segno che molte delle sostanze del vino erano "precipitate" sul fondo.


CONCLUSIONE

Non so come sia stato conservato il vino dal giorno della sua immissione in commercio al momento in cui l'ho acquisito, ma posso dedurre che le potenzialità di tenuta nel tempo siano state ottime.

Purtroppo ho notato negli assaggi fatti i giorni successivi di un aumento della presenza dell'acido acetico e una sempre più intensa pungenza sia al naso che in bocca. Inoltre ho notato anche un decisa perdita di struttura e quindi di equilibrio a causa dell'ossidazione.

Ovviamente l'ultima parte l'ho buttata e ho avuto modo di notare che nel fondo il vino aveva un colore più scuro e una densità più marcata, dovuta sicuramente alla precipitazione di sostanze come tannini e polifenoli.


Devo dire che ogni tanto è istruttivo anche degustare vini di una certa età, nei quali si possono trovare a volte anche qualche particolarità interessante, inoltre aiutano a capire meglio l'evoluzione di un vino e a valutare meglio pregi e difetti.



Produttore - Cascina Garitina

Situato a Castel Boglione a sud-est di Asti, poco distante da Nizza Monferrato, in una zona di elezione della produzione di Barbera.

Piccola realtà a conduzione familiare, presente già dai primi del novecento, con terreni vitati di poco più di 20 ettari, quasi esclusivamente dedicati al vitigno principe del Monferrato, la barbera.

Il controllo della produzione viene interamente curato all'interno dell'azienda, la grande cura e meticolosità, oltre all'esperienza e ricerca, danno origine a vini di grande qualità.

Troviamo anche piccoli appezzamenti di Dolcetto, Pinot Nero, Merlot, Cabernet Sauvignon e Brachetto d'Acqui, che completano la gamma dei vini aziendali, sia in purezza che in blend.




Andywine


Italia - Marche - Antonio Failoni - Esino Rosso DOC 2017

 Antonio Failoni




Staffolo, (AN)


Esino Rosso 2017


DOC Esino


14 %







IL PRODUTTORE

Ho conosciuto Antonio da ragazzo, abitando nello stesso quartiere, ma poi ci siamo persi di vista. Tramite amici ho avuto modo di ricontattarlo tramite i social, scoprendo con entusiasmo che si era dedicato alla coltivazione e produzione del vino e anche dell'olio. Quindi, tramite un amico comune che è andato a trovarlo, ho avuto modo di degustare e recensire 3 vini da lui prodotti, questo è il terzo dei tre. L'azienda possiede 20 ettari a Staffolo, un piccolo borgo nell'entroterra anconetano, i vigneti e gli uliveti sono situati nella valle dell'Esino e precisamente nel comprensorio delle denominazioni del Verdiccio Castelli di Jesi e del Esino. I vitigni coltivati sono il verdicchio, il sangiovese e il montepulciano.


IL VINO

Rosso biologico ottenuto con Montepulciano in purezza. Dopo la vendemmia e la pressatura il mosto viene fermentato con le bucce per circa 15 giorni, con eventuali rimontaggi. Al termine della fermentazione vengono separate le bucce che sono leggermente pressate. Il vino così ottenuto subisce alcuni travasi e trasferito poi in botti di rovere da 750 litri per rimanerci circa un anno, dove i tannini si arrotonderanno. Terminato il passaggio in botte viene trasferito in contenitori di acciaio fino ad ottenere la stabilità proteica e così imbottigliato.


DEGUSTAZIONE

Bottiglia stappata al momento per carpire ogni fase si evoluzione dei profumi. Inizialmente solo leggeri sentori speziati, poi emerge la frutta rossa matura, note vegetali di sottobosco, muschio, col tempo vengono fuori meglio le note speziate come chiodo di garofano e noce moscata, finale decisamente complesso. In bocca ricco e deciso, i tannini in effetti sono ben arrotondati pur essendo abbondanti. Qualche nota amarognola sul finale che ricorda sia il pompelmo rosa che la mandorla. Molto piacevole per la sua persistenza che degrada lentamente e lascia soddisfatti.


IL MIO PARERE

Un bel rosso con una buona complessità, dove il legno ha fatto bene il suo lavoro di maturazione senza risultare minimamente invasivo. Da abbinare su piatti di carne in genere, meglio se elaborati.

(degustato: febbraio 2023)

AndyWine

P.S. nella stessa degustazione:

Sangiovese M.C.

Marche Bianco 2021


                      



Italia - Marche - Antonio Failoni - Bianco Marche IGT (Verdicchio) 2021

 Antonio Failoni



Staffolo, (AN)


Bianco Marche 2021


IGT Marche 


13,5 %







IL PRODUTTORE

Ho conosciuto Antonio da ragazzo, abitando nello stesso quartiere, ma poi ci siamo persi di vista. Tramite amici ho avuto modo di ricontattarlo tramite i social, scoprendo con entusiasmo che si era dedicato alla coltivazione e produzione del vino e anche dell'olio. Quindi, tramite un amico comune che è andato a trovarlo, ho avuto modo di degustare e recensire 3 vini da lui prodotti, questo è il secondo dei tre. L'azienda possiede 20 ettari a Staffolo, un piccolo borgo nell'entroterra anconetano, i vigneti e gli uliveti sono situati nella valle dell'Esino e precisamente nel comprensorio delle denominazioni del Verdiccio Castelli di Jesi e del Esino. I vitigni coltivati sono il verdicchio, il sangiovese e il montepulciano.


IL VINO

Bianco biologico prodotto con Verdicchio in purezza, dopo la raccolta dell'uva si procede alla pressatura soffice (0,5 atmosfere) e alla chiarificazione del mosto, si aggiunge del lievito selezionato non aromatico per attivare la fermentazione. Al termine si procede con dei travasi per eliminare le fecce, poi lo si lascia stabilizzare con eventuali ulteriori chiarifiche dopo il controllo della stabilità. Quando risulta correttamente stabilizzato si procede ad un filtraggio finale e all'imbottigliamento. 


DEGUSTAZIONE

Apertura al naso con lievi note floreali, pian piano si apre e si evolve in modo inaspettato, nel giro di 10-15 minuti passa dalla frutta fresca, mele e pere, a sentori più maturi, notato un leggero sentore di ananas, di litchi e frutto della passione, ma anche frutta secca come mandorle e nocciole; note minerali ben evidenti col passare del tempo con qualche leggero sentore di idrocarburi. Grande freschezza in bocca con lieve sensazione morbida, sapidità e ottima struttura. Il finale in bocca è persistente e molto gradevole, un prodotto che, pur avendo un buon corpo, risulta molto bevibile e gradevole.

IL MIO PARERE
Questo Verdicchio mi è sembrato particolarmente sorprendente, l'evoluzione dei profumi è risultata molto interessante, si notano molto i legami con il territorio; una bevibilità intrigante, da un lato la piacevolezza e dell'altro una bella struttura che lasciava soddisfatti. Indicato per varie tipologie di antipasti e soprattutto su pesce e carni bianche.
 
(degustato: febbraio 2023)

AndyWine

P.S. nella stessa degustazione:

Sangiovese M.C.

Esino Rosso 2017



Italia - Marche - Antonio Failoni - Metodo classico Sangiovese 2019

Antonio Failoni

Staffolo, (AN)

Sangiovese Metodo Classico 2019 Biologico (Dosaggio Zero)

22 mesi sui lieviti

12 %





IL PRODUTTORE

Ho conosciuto Antonio da ragazzo, abitando nello stesso quartiere, ma poi ci siamo persi di vista. Tramite amici ho avuto modo di ricontattarlo tramite i social, scoprendo con entusiasmo che si era dedicato alla coltivazione e produzione del vino e anche dell'olio. Quindi, tramite un amico comune che è andato a trovarlo, ho avuto modo di degustare e recensire 3 vini da lui prodotti, questo è il primo dei tre. L'azienda possiede 20 ettari a Staffolo, un piccolo borgo nell'entroterra anconetano, i vigneti e gli uliveti sono situati nella valle dell'Esino e precisamente nel comprensorio delle denominazioni del Verdiccio Castelli di Jesi e del Esino. I vitigni coltivati sono il verdicchio, il sangiovese e il montepulciano.

IL VINO

Le uve di sangiovese vengono raccolte precocemente e vinificate in bianco ottenendo un vino di bassa gradazione (circa 11%) e con una acidità sostenuta. Verso la primavera viene filtrato e imbottigliato per la produzione del metodo classico, aggiunti lieviti e zucchero per iniziare la fermentazione e così tappato e posto a rifermentare in bottiglia, dove rimane circa 22 mesi. Terminato il periodo di maturazione in bottiglia si procede alla sboccatura e quindi al rabbocco col vino base e la relativa tappatura. A questo punto risulta pronto da degustare.


DEGUSTAZIONE

Naso con note di lievito iniziale, poi pian piano spazia dalla frutta matura e qualche leggero sentore di frutta secca e frutti tropicali.
In bocca buona acidità ed effervescenza delicata ma intrigante, la definirei scivolosa per il fatto che si lascia bere bene.
Discreta la persistenza con qualche sfumatura di frutta tropicale nel finale.

IL MIO PARERE
Un metodo classico intrigante ma allo stesso tempo di grande bevibilità, negli abbinamenti può spaziare da qualsiasi antipasto o primo e molto bene su piatti di pesce in generale.

(degustato: febbraio 2023)

AndyWine


P.S. Nella stessa degustazione:

Esino Rosso 2017



Scozia - Whisky - Degustazione 3 tipologie

 Degustazione 3 WHISKY 


PREMESSA
Assaggiare assieme prodotti diversi, dà sempre la possibilità di avere una più chiara visione delle differenze.
Quindi sono passato dai vini ai whisky.
Per degustare dei distillati bisogna sicuramente utilizzare un sistema un po' diverso che con i vini, infatti la degustazione avviene più lentamente e con piccole quantità, sia nel bicchiere che in bocca.
I profumi, per la presenza di una gran quantità di alcool, arrivano al naso più velocemente e con maggiore intensità.
Se il troppo alcool vi infastidisce, è possibile diluire il prodotto da degustare con dell'acqua distillata o demineralizzata per uso alimentare (la prima la trovate in farmacia), in alternativa usate un'acqua minerale con basso residuo fisso e fatela bollire, poi utilizzatela quando si sarà raffreddata.
Non essendo esperto di degustazione di whisky, cercherò di esprimere al meglio quello che troverò analizzandoli al meglio.

I 3 WHISKY
Tre prodotti diversi tra loro: un single malt giovane, un blended di qualità e un single malt da lungo invecchiamento torbato.
Lagavulin 16 anni - Chivas Regal 12 anni - Glen Grant 5 anni


LE TIPOLOGIE
Cominciamo col distinguere le varie tipologie di whisky.
Single Malt: ottenuto con solo malto d'orzo e generalmente con orzo locale.
Blended: di solito si ottiene con la miscela di whisky single malt e di whisky ottenuti con orzo e altri cereali (mais, segale, avena, ...)
Torbato: l'asciugatura dell'orzo, prima di ottenere il malto, avviene con la combustione di torba che produce molto fumo e aromaticità, cedendo profumi all'orzo e quindi al prodotto finale.


I 3 whisky sono prodotti in 2 classiche zone della Scozia, Il Glen Grant e il Chivas Regal sono prodotti nello Speyside, mentre il Lagavulin nell'isola Islay

DEGUSTAZIONE


Glen Grant 5 anni: un whisky giovane, dal colore effettivamente chiaro, prodotto esclusivamente con orzo locale e acqua della locali sorgenti 
Invecchiato 5 anni in botti di rovere selezionate.  


Passando al Chivas Regal 12 anni, un prodotti in cui si usa una miscela di whisky di puro malto d'orzo e whisky di orzo e altri cereali. Qui i profumi sono più ampi e complessi, vi si trova un po' di tutto, note morbide, dolci, malto e frutta secca ma anche spezie e sentori vegetali, si può dire una bella carrellata di aromi anche in bocca, buona morbidezza e persistenza, a mio modesto parere un buon prodotto che si adatta a tutti i gusti. 


Il Lagavulin di 16 anni, proveniente da delle migliori zone di produzione del whisky scozzese, le Islay dove si usa bruciare la torba nella fase di asciugatura dell'orzo per il maltaggio. Si parte con imponente aroma di torbatura, sotto emergono decise le note maltose e secche, decisamente ricche e ben identificabili, in bocca molto deciso e accattivante, una sferzata di morbidezza unita all'alcol che ben amalgama le note speziate e torbate, gran persistenza.


IL MIO PARERE
Tre Whisky molto diversi tra loro. Interessante questa degustazione comparativa che aiuta a capire meglio le caratteristiche di questo distillato. Non facile per chi non è abituato ai superalcolici, ma un po' di acqua distillata aiuta sicuramente. 


Degustati l'11 aprile 2020

AndyWine

Italia - Friuli VG - Crosato Giovanni - Rosso d'Argilla 2003

 Giovanni Crosato


Cividale del Friuli


Rosso d'Argilla 2003


IGT Venezia Giulia


13,5%




IL PRODUTTORE
Ero stato da Crosato nel Maggio 2012. Percorrendo la strada che da Cividale va a Prepotto, ho visto il cartello che indicava "la Vineria - Giovanni Crosato", incuriosito mi sono fermato e sono entrato. 


Il locale ha le pareti interamente "tappezzate" di pupitres, parlando con il ragazzo al banco, questo mi ha presentato il sig.Giovanni che arrivava dalla cantina, un enologo di grande esperienza. 



Incuriosito per il mio interesse sul suo vino, mi ha portato sul retro del locale e...  sorpresa grande, ho visto questo:



decine di anfore al buio, contenenti vino in maturazione sia rosso che bianco, quello che poi viene imbottigliato come Rosso d'Argilla o Bianco d'Argilla. Le anfore, prodotte da maestri vasai toscani, contengono circa 50 litri di vino, che se ne stanno lì tranquille per circa 2 anni con il loro prezioso contenuto, ricoperte solamente da un disco di vetro, in attesa della giusta maturazione. Capita a volte  che al posto del vino ci si ritrovi aceto, in questo caso un ulteriore processo naturale serve ad ottenere l'Aceto d'Argilla, ma se il vino risulta integro il risultato poi è sorprendente.



Assaggio quindi le due tipologie: il bianco, prodotto con Friulano 100%, mi è sembrato piuttosto interessante, ricco e molto minerale. Il rosso invece, prodotto con Refosco PR e Merlot, al primo sorso mi è sembrato piuttosto insipido e scarico, quasi un vinello analcolico, ma poi si è subito aperto con tipiche note mature, minerali e un po' terrose, ma non mi ha soddisfatto particolarmente. Ho comunque deciso di acquistarne una bottiglia.



LA DEGUSTAZIONE
Il 12 maggio del 2020, in piena pandemia, ho deciso di aprire il Rosso d'Argilla, sul cartellino legato alla bottiglia l'anno è 2003, ma non ne sono completamente sicuro, dato che sulla bottiglia non è indicato l'anno, infatti l'etichetta riporta IGT ma senza annata, con 13,5% di alcool.

Fatico non poco a togliere la ceralacca che copriva il tappo, era quasi cementata.
Il tappo comunque aveva tenuto bene, verso il vino e noto un bel colore rubino-granata che non i fa pensare ad un vino di quasi 17 anni, per di più di un refosco.
Naso intenso di terra bruciata, leggero odore di fumo, pugne secche, tabacco e qualche leggera nota di idrocarburi combusti.
In bocca è ancora presente una elegante freschezza che si amalgama bene con una bella combinazione di caldo e morbido, sapidità più che discreta, tannini levigatissimi. Nel finale, di buona persistenza, ritornano le note di terra bruciata.




Ripassando da quelle parti (poco prima del lockdown) ho scoperto che l'insegna è cambiata e anche su internet ho trovato solo vecchie informazioni su ViniCrosato, anche il sito non c'è più. Mi spiace, qualche bottiglia l'avrei acquistata volentieri.


Degustato il 12 maggio 2020

AndyWine

Italia - Veneto - Igino Accordini - Corvina Veronese 2006


Igino Accordini


Pedemonte (VR)


Corvina Veronese 2006


IGT


Corvina 90%, Corvinone 10%


15%


IL VINO

Siamo in Valpolicella. Questo vino è ottenuto da uvetta (uva secca), il processo è lo stesso dell'Amarone, cioè l'uva viene essiccata per circa 90 a 120 giorni, dopo
di che perde molta acqua. 
Le uve vengono fatte fermentare in tini per circa 45 a 47 giorni ad una temperatura di 35 ° C per i primi 3 giorni. 
Dal 4 ° giorno la temperatura viene abbassata a 10 ° C e il mosto / tappo del vino viene punzonato e miscelato 3 volte al giorno ogni fase di miscelazione della durata di 10 minuti. La punzonatura / miscelazione viene eseguita per estrarre il massimo colore e aroma.
Al termine della fermentazione il vino viene travasato e travasato per 2 giorni in cui i sedimenti vengono separati e il vino viene messo in barriques francesi di secondo passaggio per 12 mesi. 
Dopo questo periodo il vino viene travasato in un serbatoio di acciaio inossidabile e quindi messo in tonneaux francesi per altri 6 mesi di affinamento prima di essere imbottigliato.


DEGUSTAZIONE

Colore profondo, inizialmente ancora un po' chiuso, quindi ho preferito attendere e procedere con l'aperitivo e l'antipasto. 
L'abbinamento è previsto con il secondo, lombatine d'agnello, quindi procedo:  
tinta impenetrabile, profumi terziari esuberanti, tabacco, liquirizia e tanto "goudron" (catrame, asfalto), più marmellata concentrata di prugne. 
In bocca ha ancora una buona freschezza, la struttura è monumentale, marmellatosa, grandi super-tannini setosi e una persistenza decisamente lunga. 


Un piccolo amarone fatto con sola Corvina, preso nella sua piena forma. Capsula in ceralacca, bottiglia pesante da amarone. Assaggiato anche a cena con lombata di coniglio, abbinamenti perfetti, ma ottimo anche da solo.



IL MIO PARERE
Dimenticato in cantina nel reparto vini di lunga durata, mi sono reso conto che avrei potuto essere andato oltre, quindi era ora di verificare.
In conclusione un gran vino molto muscoloso ma anche di discreto equilibrio, si sarebbe prestato bene ad una degustazione meditata davanti ad un camino acceso.



(degustato: aprile 2020)

AndyWine





Italia - Friuli VG - Michelutti - Pignolo 2011

Michelutti Gabriele - Azienda Agricola 

Magnano in Riviera (UD)


Pignolo 2011


IGT Delle Venezie


14%


IL PRODUTTORE
Questo piccolo produttore ha sede al limite nord orientale della zona DOC Friuli Grave e a pochi km dal limite nord dei Colli Orientali del Friuli DOC.
Gabriele Michelutti è conosciuto in zona per il suo metodo classico a base di pinot nero (assaggiato tempo fa, non male, bella eleganza) ma anche per la beccaccia, di cui è cacciatore, che appare sulle sue etichette. Produce anche Ribolla Gialla, Friulano, Merlot e Pignolo, di quest'ultimo avevo acquistato una mezza bottiglia da 0,375 del 2011, presso un negozio locale di alimentari. Dimenticavo: produce anche olio evo.


IL VINO
Questo pignolo è prodotto con una parte di uva appassita per 45 giorni circa e il resto passata in legno, poi rimane in legno per 3 anni prima dell'imbottigliamento fatto a mano, visto che la cantina è di piccolissime dimensioni. 

DEGUSTAZIONE
Non apro spesso mezze bottiglie, nonostante il peso e il contenuto siano minori, il collo e il tappo sono praticamente gli stessi della bottiglia normale. Apertura abbastanza agevole, tappo quasi perfetto, è più lungo del normale, purtroppo nel finale si è spezzato ma senza grossi problemi. 



Il colore che scende nel calice è bello intenso e fitto, lascia trasparire il colore solo sui bordi, direi di un bel granata intenso con ancora sfumature rubino. Naso ricco, tanta frutta cotta, prugne secche, spezie varie con leggero pepe e noce moscata, prevale comunque il sentore di marmellata di prugne. In bocca ha un buon impatto, ancora una bella acidità, caldo e dai tannini vellutati, morbida e decisa consistenza, sembra un po' di assaggiare un amarone ma senza quella vena di appassimento e quella grande alcolicità, insomma: una bella eleganza complessiva ricamata su un finale decisamente prolungato.


IL MIO PARERE

In complesso un vino che mi ha soddisfatto, potente ma con un buon equilibrio, l'ho abbinato a dei formaggi semi-stagionati, ma lo ritengo ottimo con carni strutturate da lunghe cotture, specialmente selvaggina. Devo procurarmene dell'altro perchè è stata davvero una bella sorpresa.

(degustato: Maggio 2020)

AndyWine